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KOTEX_CASE HISTORY




KOTEX / WORRY-FREE NIGHTS

Il brief in sintesi: Kotex has invented a revolutionary disposable overnight panty that will replace the need for sanitary pads at night, allaying women’s nighttime concerns about leaks and stains. Break the clichés of feminine hygiene advertising with a big bang idea to get young women to trust that Kotex’s overnight panties will give them ultimate peace of mind as they sleep during their periods. We are talking to young women aged 13-22 years old and we want to make this product relevant to them. We are not looking for an idea that describes the product; we want your creativity to generate awareness of this revolutionary product among young women and awaken their curiosity so that they feel like trying it out. In a fun, cool, quirky and engaging way, give young women peace of mind as they sleep with Kotex overnight panties.

 

Per colpire un target così giovane (ragazze dai 13 ai 22 anni) occorre parlare il linguaggio giusto: mai noioso e prolisso, ma piuttosto irriverente, originale, sorprendente, inaspettato, audace, divertente. La comunicazione tipica  degli assorbenti femminili è generalmente ben poco coraggiosa. Il questo caso, tuttavia, il brief suggeriva la giusta disposizione del brand verso un approccio fuori dagli schemi.

La mia idea parte dalla funzione del prodotto (rendere le notti tranquille e serene, grazie ad una protezione impeccabile e di lunga durata), ma sceglie di non svelare subito qual è l’argomento preciso, creando un alone di mistero intorno ad esso. Il concept si basa su una paura molto comune, quella del buio, per creare suspance e curiosità PRIMA di rivelare che buio significa più precisamente notte, e che paura si riferisce al timore delle ragazze di avere perdite sgradevoli mentre dormono. La paura del buio è una paura ancestrale e diffusa, che tutti abbiamo sperimentato nella vita. Non richiede alcuna spiegazione o approfondimento, semplicemente perchè è già radicata profondamente nell’immaginario comune.

La strategia è quella fare leva sul lato emozionale del target, approcciandosi al problema in modo cinematografico e graduale, per catturare l’attenzione prima di rivelare il prodotto in sè. Il successo della campagna si baserà dunque anche sulla capacità di “anticipare”, di costruire l’attesa attraverso messaggi sempre più intriganti, fino alla rivelazione finale.




FASE 1

 

L’inizio della campagna prevede la pubblicazione di immagini che mostrano la “paura del buio” nella sua accezione più generale. Sono immagini di giovani donne dall’espressione terrorizzata, al buio, sotto le coperte. La hedaline recita solamente “Are you afraid of the dark?”. Il logo del brand non è presente. Creando visual che si mantengono altamente riconoscibili durante tutta la campagna, ed inserendo un #hashtag che dà continuità, è una soluzione percorribile: nel momento in cui il logo apparirà, le persone assoceranno ad esso anche le immagini precedenti che ne erano prive.




L’idea è quella di pubblicare queste immagini anticipatorie:

1) su cartellonistica di vario tipo (stradale, mezzi di trasporto, etc.) 2) online, attraverso banner posizionati su siti e pagine adatti al target di riferimento. L’hashtag #areyouafraidofthedark? consente di dare unità alle immagini anche in assenza del logo del brand, in questa fase introduttiva.

A queste pubblicazioni possono essere associate iniziative di street-marketing, semplici ma di sicuro impatto. Ad esempio, la collocazione di adesivi in luoghi strategici, come bagni pubblici di scuole, palestre, cinema etc. Perchè non utilizzare l’Augmented Reality per renderle ancora più intriganti (e virali)? Inquadrate con lo smartphone, macchie rosse potrebbero rivelare mostri in 3D (metafora delle perdite mestruali).

Si può inoltre integrare la comunicazione con brevissimi video ad alto impatto emotivo (10 secondi al massimo), sempre su questa scia, da pubblicare online (teaser introduttivi ai video su youtube, teaser sui social network etc.)





FASE 2

 

La campagna prosegue aumentando di intensità: si svelano ulteriori dettagli (in particolare, compaiono elementi come rosso/sangue) e si introduce il logo. Le immagini mostrano qualcosa che assomiglia ad una scena del crimine, con un forte impatto cinematografico, ad uno scopo preciso: creare un fraintendimento potente ed intrigante. Ovviamente, la presenza del logo lascia intuire l’argomento, pur non svelando i dettagli ed il prodotto. In questa fase la comunicazione si affina, scosta un poco le quinte, lascia intravedere qualcosa di più. Ma non ancora tutto. La pianificazione può ora sfruttare anche i canali specifici del brand (social netwrok di KOTEX, sito web), dal momento che è brandizzata.

Si può prevedere un’implementazione in-store, con cartellonistica volta a generare attesa e curiosità (a cui deve però seguire in breve tempo l’uscita del prodotto).



FASE 3

 

La fase 3 è quella conclusiva: si scoprono le carte e si rivela il prodotto. Anche in questo caso, però, il prodotto non viene mostrato in modo ordinario, bensì inconsueto ed originale. Ispirata dalla sua forma, ho pensato ad una luce da comodino, un abat jour. Le immagini mostrano giovani donne che dormono serene, indossando le mutandine KOTEX. Accanto a loro, il prodotto trasformato in lampada emana una luce dolce e soffusa in tutta la stanza, creando un’atmosfera rilassante. La metafora chiude il circolo perfettamente: come sconfiggere la “paura del buio”, se non accendendo la luce? Inoltre, dal punto di vista visivo, è un modo furbo per mostrare l’innovativo design del prodotto. Un’accurata body copy spiegherà nel dettaglio le sue caratteristiche e la sua  funzione. In questa fase, si può pianificare una campagna anche su riviste cartacee, ed in generale sui media più costosi.



 

 

 

 

 

 

BREF_CASE STUDY


Progetto per BREF


Il brief in sintesi: Through a storyboard, mood-board or synopsis, show us how you would convince consumers that Bref is the only product that allows you to care for your toilet without drama.  Your entry must have a brilliant creative idea on how the four sexy boys and the Bref rimblocks can help everyone achieve a clean and nice smelling toilet in a light-hearted way.  What creative concept can turn the product into something fun, unexpected and appealing to women who want to clean toilets in a light-hearted way? Be humoros and light-hearted! The winning ideas will be used to inspire an on-line video campaign.

 

Quando chiedono di essere ironici e divertenti, già mi esalto. E’ una delle tipologie di comunicazione che preferisco, insieme a quella emozionale. Il prodotto in questione era un deodorante per wc, di quelli che si agganciano al bordo. La comunicazione di BREF era sempre stata dissacrante ed umoristica, con l’obiettivo di rendere “interessante” e social un prodotto per sua natura difficile. In particolare, BREF utilizzava 4 sexy-ragazzoni che ballavano e cantavano … una specie di boyband che voleva ammiccare al target femminile (e disperato, aggiungo ;p), in cui ogni membro rappresentava una pallina ed una specifica funzione: 1) PULIRE 2) PREVENIRE IL CALCARE 3) RIMUOVERE LE MACCHIE 4) DARE FRESCHEZZA

Ecco il prodotto, ed una delle print del brand (va beh):




































Il mio SCRIPT è nato da un’analogia di forma, che viene però svelata solo alla fine, con un divertente effetto sorpresa.

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

ARABIC NUMBERS_CASE STUDY


Progetto per la creazione di numeri arabi creativi

 

Il brief in sintesi: create a series of creative and visually striking artwork representing the 10 Arabic numerals (from 0 to 9) to show us that numerals can tell meaningful stories and express passion and emotions.

 

Questo è uno dei progetti a cui sono più legata, e che più mi hanno appassionato. La ragione è semplice: chiede di realizzare qualcosa che produca emozione in modo fantasioso, e questo è ciò che so fare meglio di ogni cosa. In più, presa dalla pazzia e dal fervore creativo, ho lavorato in due modi per due serie diverse. Per una con inchiostro e carta, per l’altra con la plastilina. Sì, la plastilina! 😀 Mi sono divertita come poche volte nella vita.

Tutti questi numeri sono nati da qualcosa di concreto, e poi hanno trovato una dimensione migliore grazie alla post-produzione digitale. Che puri artisti manuali non ci si improvvisa senza una lunga pratica.

Li accompagna un breve paragrafo introduttivo, il primo più poetico, il secondo più concreto.


LITTLE ROMANTIC TRAIN



Un romantico treno colorato pieno di animali mi passa per la mente.


E’ fantasia e allucinazione, visibile a coloro che non hanno dimenticato come si pensa da bambini. Non si rivela ai saggi e ai razionali: soltanto a sguardi capaci di credere allo Spauracchio e alle Fate.

Passa piano dentro la mia testa, questo piccolo treno.  Accompagnato da una musica ingannevole, un po’ malinconica, un po’ felice. Scatena uno strano mix di bei ricordi, di tempi andati. Direste che ha un sapore amaro eppure dolce.

Percepisco le emozioni dei suoi passeggeri. Animali buffi che oscillano nel vento, che viaggiano gioiosi in due sole dimensioni. Durano nella mia mente 10 piccoli secondi, da 0 fino a 9. Poi svaniscono, veloci com’erano arrivati, lasciando in aria una scia giallodorata che sa di plastilina.

Quando l’ultimo numero scompare, la mente è come gli occhi dopo che hanno fissato a lungo una luce accecante. La retina scottata da puntini colorati, la trama di una coda evanescente che lentamente sparisce. L’immagine inventata e sfocata di un’allucinazione commovente.  


Un romantico treno colorato pieno di animali mi è passato per la mente.

Sono certa di non dimenticarlo mai più.



HANGING NUMSTERS (NUMBERS + MONSTERS)




Che fottuti doppiogiochisti sono, i Numeri. Contano le persone che ondeggiano sul prato di un concerto rock, e insieme le giornate trascorse in cattività da sfortunati prigionieri di guerra. Compongono la data d’inizio di un matrimonio felice, e al tempo stesso siglano il giorno penoso in cui qualcun altro muore.

Impossibile sfuggirgli: sono ovunque in Natura. La struttura stessa dell’Universo, il codice che regola ogni più piccola cosa. Talvolta il loro incastro porta effetti meravigliosi, come un diluvio di stelle cadenti o un’aurora boreale coi colori dell’acqua. Altre, invece, innesca eventi spaventosi, come un terremoto micidiale o una tempesta che spezza le ali di un aereo e lo fa cadere in mare.

Come tutti noi, hanno due facce. Una è luminosa, positiva, soleggiata e brillante. L’altra è oscura, “gotica”, flebile e crepuscolare. Nulla di cui dovremmo avere paura, che alla fine, sapete, Bene e Male, Yin e Yang sono entrambi elementi essenziali all’equilibrio generale. Il lato oscuro delle cose merita rispetto. È intrigante, affascinante, pieno di segreti. In qualche modo ben più fantasioso e poetico di quello scanzonato.

Gli Hanging Numsters sono l’espressione di questa faccia buia. Che non vuol dire per forza negativa, piuttosto voltata di schiena. Strani mostri spaventosi, che ad uno sguardo attento nascondono un tocco di irresistibile ironia.

Hanging Numsters è un progetto partito da un’idea e finito con un click.


 

ITALIA LAVORO_CASE STUDY


Progetto per il MINISTERO DEL LAVORO

 

Il brief in sintesi: Promuovere e valorizzare l’artigianato di eccellenza realizzando una grafica che metta in luce la bellezza del lavoro manuale.

 

Per questo brief ho candidato diverse proposte, molto diverse fra loro.
I visual sono puramente concept, non finalizzazioni esecutive.


PROPOSTA 1

Copy: le mani possono farti arrivare in alto



PROPOSTA 2

Copy: la bellezza è nelle nostre mani


 


PROPOSTA 3

Copy: tiralo fuori



PROPOSTA 4

Copy: l’uomo e le mani – da sempre una cosa sola

non c’è uomo senza mani



PROPOSTA 4

Copy: scegli un futuro di passione



 

MENINGITIS AWARENESS_CASE STUDY


Progetto per la sensibilizzazione sulla meningite

 

Il brief in sintesi: Show us how you would convince people to go and talk to their doctors about the meningitis vaccine, through an impactful print ad and its related online campaign. Focus on the seriousness and consequences of meningitis, but consider that the previous campaigns that showed the physical consequences of meningitis in a very explicit way did not have great success.
TARGET: teenagers and their families.

 

Il mio concept ha evitato di mostrare immagini esplicite di disabilità legate alla meningite, che avevano spaventato il target nelle campagne precedenti, mantenendo invece un approccio proattivo, costruttivo, fortemente orientato al futuro. L’idea era quella di mostrare come il vaccino possa cambiare radicalmente il futuro di un giove adulto/adolescente, utilizzando un linguaggio velato ma di forte impatto.

FUTURO è la chiave di questa campagna, il cui visual riprende l’immagine della sfera, conosciuta nell’immaginario collettivo come mezzo per prevedere cosa succederà. La sfera di sinistra mostra il futuro di un adolescente che non si è vaccinato ed ha contratto la meningite, mentre quella di destra mostra il suo futuro “da vaccinato”. La sfera di destra diventa una “goccia” che cade dalla siringa (rimando visivo al vaccino molto potente), permettedo di costruire un visual di grande effetto e di semplificare un messaggio complesso.

Ho creato una serie di tre possibili poster (ovviamente declinabili secondo le preferenze del cliente). La grafica è lasciata volutamente rough, dal momento che si chiedeva un concept, non una finalizzazione esecutiva.

 



 

 

Per diffondere il messaggio, ho sviluppato una strategia basata su un’App divertente, la condivisione sui social ed un collegamento con medici di base ed ospedali.

 

Dal momento che il concept è fortemente legato al concetto di futuro, l’App consente ai ragazzi di creare la propria “sfera del futuro”, quella a forma di goccia(+siringa), che nel codice visivo della campagna rappresenta il futuro di chi si vaccina, un futuro MIGLIORE. L’app contiene moltissime professioni tra cui scegliere, layout divertenti, e si possono customizzare alcuni dettagli, come il proprio avatar etc. Un esempio di output:

 

 

 

Quando un ragazzo va a vaccinarsi, il dottore gli fornisce un codice personale da inserire nell’App. Inserendo questo codice (univoco per ogni ragazzo), l’App aggiunge automaticamente il badge “VACCINATO” sulla sfera. I tempi dei verbi cambiano: non più “NAME wants to be” bensì “NAME will be”. Perchè questa volta è una certezza, non solo una speranza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La conquista del badge consente a Jack di diventare anche un Motivatore. Un Motivatore è una persona che si è vaccinata, e può essere scelta come testimonial per diffondere il messaggio. Molti motivatori da tutto il mondo si alternano sulla Battle Map, una mappa che traccia i risultati concreti della campagna. Questa mappatura, resa possibile dalla partnership con medici ed ospedali e dalla fornitura del codice personale univoco di vaccinazione (che permette di tracciare ogni vaccinazione) è un modo fantastico controllare l’avanzamento delle vaccinazioni e la velocità con cui si propaga il messaggio. Nel mio pdf di progetto ero stata più tecnica anche sulle modalità esecutive, se volete approfondire leggete qui: http://portfolio.gaiariva.net/home/wp-content/uploads/2018/07/meningitis_synth.pdf

 


Un’ultima cosa. Noterete che ogni sfera è accompagnata dagli hastag della campagna e da una tagline che ho disegnato ad hoc.

La “o” di NO MENINGITIS è studiata in un modo che consenta alle persone di digitarla sui social network o su internet, negli hashtag o nei messaggi online:

 

 

 

 

SNAPPLE_CASE STUDY


PROGETTO DI NAMING PER SNAPPLE – VINCITORE

 

Il brief chiedeva di trovare il nome ad una delle 10 bevande Snapple a base di frutta.

Create a funny, quirky, cool Snapple-y name for a Snapple fruit drink. Think about the Snapple experience: the pop of the cap, the Real Facts, the true-to-the-fruit flavors, its thirst quenching delicious taste, and the mental break that helps people get through the afternoon. Think about names that sound Snapple-y: delightful, catchy, and upbeat. Think about names that stand out from the crowd, which reinforce Snapple’s quirky personality. Simply put, the new names are meant to put a smile on a shoppers face to increase their desire for Snapple.

There are many ways to name a Snapple beverage so each one lives up to the brand personality. Some Snapple-y techniques are:

A play on words: Takes 2 to Mango, is inspired by the US expression “It takes 2 to tango”
Idioms: Go Bananas means a person goes mildly crazy, and integrates a Snapple fruit.
Rhyming: Snapple Apple
Alliteration: Mango Madness

 

La sfida era particolarmente complessa a causa dei numerosissimi vincoli imposti:


Do’s:

  • The name needs to be in English. The fruit needs to be in the name, in some way
  • It can be a phrase or be a play on words for popular American expressions, but no more than 6 words long due to packaging constraints.
  • It is ok to come up with a name that doesn’t include the exact word of the fruit, like “Man-go big or go home”, but it should be easy to understand which fruit it is.
  • The ultimate sign of success is if people start to ask for / refer to Snapple drinks by their new quirky, fun names. i.e. We want people to say, “I want a Mango Madness;” not “I want a Mango Snapple”.

Don’ts:

  • It should be timeless, easy to read, pronounce and understand in the US. Slang is ok, but please avoid trendy Internet Slang that only some people know. And, please avoid regional slang / phrases.
  • The name cannot be offensive, include curse words, human names or use trademarks.
  • If after seeing the name, people don’t understand which fruit the beverage is named after, then it is not a good name.
  • Snapple offers fruit flavored beverages, so please do not imply that it is fresh squeezed juice in your name idea.

La bevanda a cui ho scelto di dare un nome era “Kiwi-Strawberry Juice Drink”

Naming (vincitore su 2500 proposte): “Kiwi me softly, Strawberry!”

Il naming si ispira al famosissimo verso di una canzone, “killing me softly”, e sfrutta l’assonanza con il termine Kiwi. La necessità di far comparire entrambi i frutti nel nome ha reso necessario trasformare il verbo in un imperativo, un’esortazione, come se Kiwi si rivolgesse a Strawberry. Kiwing me softly e basta sarebbe stato sicuramente più incisivo, ma non in brief.

IVORY_CASE STUDY


Progetto per IVORY

 

Il brief in sintesi: in a poster with a headline, creatively engage with American Millennial parents who share Ivory’s values of purity, safety and gentle cleansing for the whole family. We are looking for poster ideas that represent a big idea for Ivory as it starts to communicate again, after so many years.
The natural target for Ivory is modern Millennial parents with children over 3 years old. American Millennial parents are looking to regain some traditional values alongside their busy, active and connected life.

 

Il concept per la mia proposta è partito dalla scelta di una tagline forte ed incisiva. Trovo questa tagline assolutamente perfetta per il brand ed il prodotto che vuole rappresentare (nello specifico, il sapone). Ho sviluppato due visual che mostrano alcune possibili declinazioni, adatte sia al cartaceo che ai social. Il denominatore comune è 1) un sottile senso di “divino”, nei gesti, nelle posizioni, nell’ambientazione, che esalta ed attribuisce valore alla tagline 2) il sapone come elemento centrale. Le declinazioni visive possono essere moltissime, coinvolgere uno o più membri della famiglia e risultare sempre di grande impatto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Qui sotto ho illustrato le ragioni secondo cui, a mio parere, questa tagline è perfetta per il brand.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LANCOME_CASE STUDY


Progetto per Lancome, vincitore primo premio.

 

Il brief in sintesi: Find an impactful yet emotional way to make active women from the age of 40 desire skin care by Lancôme. Create a print-ad and imagine how your idea can be rolled-out in real life and on-line.
Nello specifico, si trattava di pubblicizzare un (generico) prodotto la cui caratteristica era quella di fermare i segni del tempo sul viso.
TARGET: la donna Lancome. Sicura di sè, equilibrata, forte, indipendente. Intelligente. Appassionata di arte, cultura, lifestyle. Golosa di storie dietro ai messaggi.

 

Il mio approccio è stato di tipo emozionale. Ho rischiato, basando tutto su un lungo paragrafo di storytelling emozionale ed una narrazione a due pagine. Pur coi limiti di una lingua che non è la mia, il mio scopo era avvicinare le lettrici con ardore, come fa un amante desideroso al primo approccio, e tenerle strette alla storia fino alla fine.

Il concept usa un visual ad alto impatto ed uno storytelling emozionale in prima persona. Nella prima pagina, la protagonista racconta la prima metà della propria vita (fino ai 40 anni), mentre nella seconda pagina riprende il racconto parlando della seconda parte del percorso che la aspetta (dai 40 anni in poi).

Per raccontare, utilizza sia le parole che le immagini. In particolare, sfrutta il make up come linguaggio. Un linguaggio che va a braccetto con la parte scritta, arricchendola di spunti visivi che permettono a chi legge di visualizzare il racconto. Copio cosa scrissi nel progetto originale:

 


 

 

PAGINA 1

“I have been everything, and then nothing, and then just something, searching for my own identity, asking myself who I was – I have cried one million times, my eyes drowned in black stripes of mascara, and sometimes it was pain, but sometimes it was joy, and every single time it was worth it – I have had so much fun, I did weird things, stayed up late at night, I kissed boys with red, and purple, and pink lips, while I was trying to find Love much more than my style – I have done experiments, pushed my limits, I have failed and succedeed. I have been violet, and blue, and green, and built my place in the world changing colors and shapes like a chamaleon to discover my own human shades – I have flushed beneath my blush and I put blush over my indifference, I have been a listener, then a speaker, I always got confused by life but in the end discovered a sense – I have seen my mother as a daughter and my daughter as a mother, I have been both, I did a mess, and then I fixed everything up.”

 

Reading the first part of the story, we step into the most intimate world of the woman. She is doing a kind of analysis of her life until now, and she does it in a very sincere, emotional and imaginative way. The text reveals her deep soul, her positive energy and passion. It also let us glimpse the difficult and happy moments of her life, because life in its entirety is always made of both. She is balanced, self-confident, she is aware that her path contributed to build her actual self. We empathize with her and we are moved by her words, with which a lot of women identify themselves.

Here is a very important issue. To represent “life” in its evolutions and changes, I have used make up. This is a very powerful code that does not need images of people or environments, which often do not reason with a wide readership. Using make up, you talk to every single woman without being specific in the wrong way.

See make up as a kind of language. Imagine the woman who is speaking about her life. She has used some make up to express visually what she is saying, choosing colors and shapes that remind her of something in particular. It is a very personal expression of her path: feminine, beautiful, thoughtful. Make up is just a means to express much deeper things: the choices she has done, the battles she has fought.

Quindi, il make-up come linguaggio per esprimere un insieme di esperienze. E lo storytelling che va a braccetto con esso.

 

 


 

 

 

 

PAGINA 2

“And now that I am in the middle of the path, I would never go back. I have changed, learned, discovered, to the point that I can’t wait to change, learn and discover again. Exactly like I did before, yet better than I did before. Time is my mentor, my teacher, my trainer, and each sign it leaves on my soul is a conquer, and a gift – The only signs of Time I will stop are the ones that it leaves on my skin. #selectivepause

The second page uses the same codes, but it refers to the second half of her path. She says that she would never go back to her youth, and also that she is impatient to go on changing and experimenting – in one word, LIVING – like she has done until now.

The message is that for her, time is a Friend. She loves time, because it teaches her lessons, makes her grow and become the best version of herself.

The ONLY secondary effects of it are the signs it leaves on her skin, but she says I WILL STOP THEM, with no doubt, no hesitation, because she trusts Lancome.

In the visual, we see again the make up code, with new colors and shapes, to express her future new experiences. But this time, there are two stripes of (anti-aging) cream among them, which create the symbol II, PAUSE. Thanks to Lancome’s product, she will stop the signs of time on her skin, but she does not want to stop time at all, because she is proud of the signs it leaves on her soul, which make her learn and become a better person.

E’ questo il significato dell’hashtag #selectivepause, PAUSA SELETTIVA, e dell’intera campagna: voglio fermare SOLO i segni del tempo sul mio viso, non il tempo in generale, perché sono fiera del modo in cui le esperienze che faccio migliorano la donna che sono.

 

 

 

 

 

 

 

 

Quindi: il make up come linguaggio universale e traversale, che supera le singolarità e permette al messaggio di colpire il target senza esclusioni. Uno storytelling emozionale che racconta l’evoluzione di una donna, dalla prima parte della sua vita, a quella che sta iniziando ora. Un messaggio che è fierezza e consapevolezza di sè, e volontà NON DI FERMARE IL TEMPO, ma solo i segni che esso lascia sul viso.  PAUSA SELETTIVA.

Le idee a corredo della campagna comprendevano:

  • una App che desse la possibilità alle donne di utilizzare il make up per rappresentare un progetto/obiettivo per il futuro, creando delle “cartoline virtuali” ad alto impatto emotivo, che potevano essere condivise, votate o semplicemente stampate e tenute come memento. Questa idea poteva anche essere implementata attraverso touch screens negli store. Spingere le donne a concentrarsi su un obiettivo positivo da raggiungere dopo i 40 anni (anche piccolo, un viaggio, una conquista per se stesse etc.) mirava a rinforzare il messaggio: non voglio fermare il tempo, sono fiera di ciò che sono e di ciò che posso diventare.

  • una App che usando la tecnologia AR, inviasse una notifica ogni volta che una persona si trovava in uno dei cosiddetti “II point” (ovviamente invisibili e segreti). Il contenuto speciale aveva l’obiettivo di svelare qualcosa che ricordasse alle donne la bellezza di quel viaggio che è la vita, rendendole fiere di percorrerlo e ricordando loro che per gli effetti del tempo sulla pelle c’era Lancome a proteggerle. I contenuti potevano essere, ad esempio, la storia della donna che diede il nome alla piazza ed il racconto delle cose speciali che fece, oppure spostare l’attenzione delle donne sulle opportunità da cogliere per vivere al meglio il proprio tempo, come “sei vicina ad una mostra sui ritratti femminili nel tempo, vai a scoprire quanta bellezza c’è nella storia” etc.